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Attività clinica>Malattie uroandrologiche > Carcinoma uroteliale


Si definisce urotelio l’epitelio di transizione che viene a contatto con l’urina e riveste l’apparato urinario dai calici renali sino all’uretra.
 La vescica è la sede più frequente delle neoplasie che originano dall’epitelio transizionale.
 I tumori dell’epitelio transizionale possono essere presenti, inoltre nei seguenti distretti:
• Nei calici renali
• Negli ureteri
• Nell’uretra.

TUMORE DELLA VESCICA
La vescica è un organo cavo, localizzato nella pelvi ed è deputata alla raccolta dell’urina, proveniente dai reni, tramite gli ureteri (due organi pari e simmetrici che decorrono dalla pelvi renale sino al trigono vescicale). Il tumore della vescica è nella maggior parte dei casi (90%) un tumore “a cellule uroteliali”, (urotelio=epitelio che riveste le cavità escretrici - calici, pelvi renale, uretere e la vescica urinaria. In rari casi il tumore vescicale può trattarsi di un adenocarcinoma o un carcinoma squamocellulare.
 Trattandosi nella maggior parte dei casi di una malattia uroteliale, il tumore può essere localizzato anche a carico dell’alto apparato escretore. Il tumore della vescica, originando dalla mucosa, solitamente, crea una vegetazione all’interno del lume vescicale (e/o meno frequentemente, una lesione arrossata e piatta, poco visibile con la diagnostica non invasiva). Alcuni tumori si presentano come lesioni “superficiali”, limitate alla mucosa e/o alla lamina propria; altri possono presentare infiltrazione profonda, estesa sino alla tonaca muscolare. L’aggressività delle cellule tumorali vescicali è distinta, infine, in “alto o basso grado di aggressività”.

EPIDEMIOLOGIA
 La neoplasia della vescica è il quarto tumore più frequente nell’uomo e la seconda neoplasia più frequente a carico dell’apparato urinario. È considerata l’ottava causa di morte per tumore. Al momento della diagnosi il 70% dei pazienti presenta una neoplasia non infiltrante gli strati profondi della vescica. Le principali cause dello sviluppo di un tumore vescicale sono:

• Fumo. Il fumo è il più importante fattore di rischio, responsabile del 60% circa dei casi. L’incidenza di tumore della vescica è direttamente correlata alla durata del fumo, al numero di sigarette fumate, all’età precoce di inizio e al fatto di essere stati esposti a fumo passivo durante l’infanzia.

• Esposizione professionale. Il secondo più importante fattore di rischio per questa neoplasia è rappresentato dall’esposizione a sostanze chimiche, soprattutto derivati del benzene ed amine aromatiche.

• Radioterapia pelvica. È stato registrato un aumento di incidenza di neoplasia secondaria della vescica in uomini o donne sottoposti a radioterapia pelvica per neoplasie ginecologiche e neoplasie della prostata.

• Fattori dietetici. L’incidenza di neoplasia vescicale è inferiore nei soggetti che consumano abbondanti quantità di frutta e verdura.

• Schistosomiasi urinaria. Infezione parassitaria presente in modo endemico in Africa, Asia, Sud America che risulta associata allo sviluppo di neoplasia della vescica di tipo squamoso.

• Chemioterapia. L’utilizzo di ciclofosfamide, un agente antineoplastico utilizzato nelle malattie linfoproliferative, è correlato allo sviluppo (con una latenza di 6-13 anni) di neoplasia della vescica.

DIAGNOSI
 Il principale sintomo di presentazione è un episodio di macroematuria indolore (urine colorate di rosso per presenza di tracce di sangue) che è presente nell’85% dei pazienti. In alcuni soggetti può esserci l’insorgenza di sintomatologia urinaria irritativa (urgenza minzionale, bruciore associato alla minzione, necessità di mingere più frequentemente durante la giornata). Può essere presente, nei quadri più avanzati, dolore in zona pelvica. Gli esami che vengono effettuati nel sospetto clinico di neoplasia vescicale sono:

• Esame citologico su tre campioni di urina: utile soprattutto nel follow-up delle neoplasie ad alto grado.

• Ecografia dell’apparato urinario utile per neoformazioni di diametro maggiore di 5 mm e per la diagnosi di idronefrosi a carico dell’alto apparato escretore.

• Urografia: utile, soprattutto, nella diagnosi di difetti di riempimento (eventuali neoformazioni) a carico dell’alto apparato escretore.

• URO-TC cmc e/o URO-RM cmc: grazie alla miglior definizione spaziale, sono maggiormente utilizzate rispetto all’urografia, sia per la diagnosi di eventuali localizzazioni di malattia a carico dell’alto apparato escretore, sia nella definizione dell’infiltrazione locale, a carico della vescica urinaria. Sono utilizzate, inoltre, nella stadiazione (ricerca di eventuali metastasi linfonodali e/o di organo) prima dell’intervento chirurgico di cistectomia radicale.

• Cistoscopia ambulatoriale: esame cardine per la diagnosi di neoplasia della vescica. Facilmente effettuabile in ambulatorio, mediante uno strumento indolore e flessibile, consente una diagnosi rapida e definitiva di neoformazioni a carico della vescica urinaria e dell’uretra.

   
 TIPOLOGIA DI TRATTAMENTO
 L’approccio terapeutico varia radicalmente in base all’infiltrazione neoplastica e, per tale motivo, si distingue sempre in tumore non muscolo invasivo e tumore muscolo invasivo.

• Resezione endoscopica trans uretrale (con eventuale uso di colorante vescicale vitale tipo Hexvix®)

• Chemioterapia endovescicale

• Cistectomia radicale con derivazioni urinarie ortotopiche (e.g. neovescica) ed eterotopiche

• Cistectomia radicale con ureterocutaneostomia

• Ipertermia e chemioterapia (sistema Synergo®)

• Fotocoagulazione laser

• Mapping vescicale


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