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Attività clinica>Malattie uroandrologiche > Infertilità maschile


 Una coppia viene definita infertile solamente quando non giunge a concepimento dopo un anno di rapporti completi, continuativi, ed in assenza di misure contraccettive

EPIDEMIOLOGIA:
 Si stima che negli Stati Uniti siano presenti circa sei milioni di coppie infertili. In termini epidemiologici si considera che nel 50% delle coppie infertili il contributo sia prevalentemente femminile, nel 30% prevalentemente maschile e nel 20% dei casi ci sia una combinazione tra contributo maschile e femminile. In termini nosologici, si distinguono due tipologie di infertilità: una infertilità primaria (caratteristica di quelle coppie che non abbiano mai concepito) ed una infertilità secondaria (quando si sia già verificato nella coppia un concepimento esitato in un parto a termine, un aborto ovvero una gravidanza ectopica).

FATTORI DI RISCHIO
 Si distinguono tre tipologie di cause:
• Cause pre-testicolari: Si tratta di patologie che agiscono sul sistema endocrino maschile, a livello superiore, causando squilibri ormonali. Si è soliti distinguere le cause pre-testicolari in ipotalamiche ed in ipofisarie.

•Cause testicolari: Insulti testicolari che agiscono alterando la funzionalità interna del sistema esocrino e/o endocrino maschile (es. criptorchidismo, varicocele, torsione testicolare, anomalie cromosomiche.

•Cause post-testicolari: Ostruzione meccanica od estrinseca a carico dei dotti deferenti od eiaculatori che impediscono agli spermatozoi di uscire all’esterno.

Tra le cause citate riveste particolare interesse il varicocele, in quanto è una delle cause di infertilità maschile maggiormente curabile grazie alla chirurgia ed è una causa molto frequente in quanto viene riscontrato nel 15% dei ragazzi in età puberale in buona salute e nel 20-40% dei ragazzi infertili. Può portare, se grave, ad un atrofia testicolare. Va sempre corretto nei ragazzi giovani, anche se non ancora in età riproduttiva, per evitare l’atrofia testicolare e successivi problemi di fertilità. Si discute tuttora sul razionale di correggere il varicocele nei ragazzi, in cerca di paternità, di età superiore ai 35 anni, ritenendo che il danno testicolare si sia, a tale età, estrinsecato e non sia possibile ottenere un miglioramento quali/quantitativo nel liquido spermatico.

PRESENTAZIONE CLINICA
 Come precedentemente descritto sarà sempre importante valutare entrambi i componenti di una coppia che non riesca ad arrivare al concepimento nell’arco di 12 mesi, in cui si svolgano rapporti sessuali in assenza di misure contraccettive. Ulteriori esami diagnostici ci indicheranno se la causa sia prettamente maschile oppure femminile.

PROCEDURE DIAGNOSTICHE
•Spermiogramma: Esame fondamentale nella valutazione di un malato infertile. Le linee guida della Società Americana di Urologia (AUA) del 2001, raccomandano di sottoporre ogni paziente, infertile o presunto tale, ad almeno tre spermiogrammi distanziati da circa 20 giorni l’un l’altro. È importante che tali prelievi vengano eseguiti dopo, almeno 4 giorni, di astinenza da rapporti sessuali o masturbazione e lontani (almeno 20 giorni) da episodi febbrili acuti che hanno un effetto molto negativo sugli spermatozoi.
•Profilo ormonale: Una valutazione del profilo ormonale è importante per la valutazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo, fondamentale al corretto funzionamento dell’apparato riproduttivo umano.
•Diagnostica strumentale (ecografia scrotale, PowerColorDoppler vasi spermatici): Solitamente tutti i pazienti valutati per infertilità di coppia vengono indirizzati all’esecuzione di un’ecografia scrotale con doppler per valutare il parenchima testicolare e per la diagnosi di un varicocele sub-clinico.

TERAPIA
 Visto l’elevato numero di cause diverse, che si possono intrecciare l’un l’altra, alla base dell’infertilità maschile non esiste una terapia unica ma la terapia sarà orientata sulla base della causa principale. Come già detto è sempre importante correggere un varicocele nei ragazzi con meno di 35 anni.
 Nel 25% circa degli uomini infertili non si riesce però ad identificare una causa certa della loro condizione (si parla di infertilità idiopatica); questi pazienti si possono giovare di un trattamento empirico. Solitamente si utilizzano antiossidanti ad alto dosaggio in quanto c’è una dimostrazione che nel 40% degli uomini infertili, si abbia la presenza di elevati livelli di specie reattive dell’ossigeno nell’apparato genitale. Vengono attualmente utilizzate la tiroxina, l’arginina, lo zinco, la bromocriptina, la vitamina A, B ed E. Non c’è dimostrazione, in studi controllati, di una vera efficacia di questi trattamenti. Il trattamento con queste sostanze aiuterebbe ad eliminare questi ossidanti prevenendo il danno ossidativo.

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